Tu la sai fare la capriola?

La capovolta (è il vero nome della capriola, ma non ditelo a nessuno!) la ami o la odi, e non per un motivo a caso.

Oggi voglio raccontarvi quello che mi accade nella Scuola dell’infanzia quando i bambini di 3 anni, durante l’ora di psicomotricità, si apprestano a imparare questo gesto motorio tanto semplice a vedersi quanto articolato se non eseguito nelle sue fasi naturali di apprendimento.

La storia di ogni giorno è questa:

I bambini con gli occhi e la fronte gonfi dal sonno, catapultati in classe di prima mattina, arrivano nella palestra e con l’argento vivo tipico di quell’età iniziano a cercare palloni, palline, modi per muoversi e arrampicarsi in ogni angolo della sala.
Quando annuncio l’inizio delle attività sui materassi gli occhi,  prima gonfi di sonno, si spalancano improvvisamente e, se non hanno un bel ricordo dell’attività su quei grandi rettangoli morbidi, rischiano di diventare terrorizzati.
Chiamo il bambino per nome, e mentre guardo il suo arrivo sul materasso e il posizionamento prima dell’esercizio mi accorgo di quanto questo sia uno dei più bei momenti di osservazione dei bambini durante l’ora di Psicomotricità.
Lui sale sul materasso, mi guarda, appoggia i piedi e le mani giù e….tac.
Resta fermo lì, immobile.

In quei secondi la responsabilità per chi, come me, sta giocando con i bambini è enorme, non soltanto perchè deve assicurarsi che il bambino possa rotolare in sicurezza senza farsi male, ma  soprattutto perchè quell’esperienza farà la differenza quando il bambino avrà 12 anni, e durante l’ora di educazione fisica a scuola dovrà rispondere alla fatidica domanda: Tu la sai fare la capriola?

Come possiamo insegnare ai bambini e ai grandi a fare la capovolta in modo pratico e semplice?
Seguendo alcuni piccoli consigli, il bimbo di 3 anni rotolerà come una polpetta, quello di 5 anni farà l’atleta della classe e quello di 12 la insegnerà a tutti i compagni:

  • La superficie

    La superficie fa la differenza, con un materasso morbido spesso o dei tappeti appoggiati sul pavimento imparare a fare la capovolta risulterà sicuramente meno traumatico.

  • Il movimento

    Per favorire il movimento è importante che i piedi siano appoggiati sul materasso distanti quanto la larghezza delle spalle, che le gambe siano leggermente piegate, e le mani appoggiate davanti ai piedi.

  • La posizione della testa

    La posizione della testa è molto importante e garantisce un’esecuzione sicura. Chiedendo al bambino di avvicinare il mento al petto avrete già facilitato la maggior parte della capovolta , questo accorgimento vi permetterà di giocare in sicurezza salvaguardando la zona cervicale che in caso contrario sarebbe soggetta al carico del peso del corpo.

  • La spinta delle gambe

    E infine una piccola spinta delle gambe, permetterà un ulteriore sbilanciamento in avanti che provocherà il rotolamento e il successivo sorriso con i capelli spettinati.

Un ultimo consiglio importante se decidete di lanciarvi in questa avventura: iniziate a fare e a far fare ai bambini delle andature e dei rotolamenti supino-prono-supino sul materasso morbido, facendogli tenere le gambe distese e le braccia sopra la testa, in questo modo avranno la possibilità di prendere confidenza con la superficie. Potranno eseguire il rotolamento e terminare l’attività con un ricordo positivo anche nel caso in cui non se la sentano di fare la capovolta!

Pronti a salire sul materasso? Voi che esperienza avete con la capovolta?

Vale

Rispondi

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato